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Ma che giornatine…..

In genere il primo dicembre entro in clima natalizio, vedo renne ovunque, smanio per fare l’albero e cercare i regalini, annego in bollenti tisane e canto jingle bell sotto la doccia.

Ora come ora spero solo che se ne vadano tutti a quel paese….

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Creatività

Creatività è la parola chiave di questo mese, chissà che lamatitaspuntata non si rifaccia un po’ di punta.

Il corso è iniziato, alla prima lezione ci hanno fatto disegnare dei volti di bambini dai tratti mediorientali. E’ stato divertente. Siamo tutte donne (ad eccezione di un solo signore) e questo mi ha fatto un po’ pensare. Per la prossima volta dobbiamo portare una fotografia che ci sta particolarmente a cuore e che esprima la nostra personalità. Da quella prenderemo spunto per una lezione sui colori.

Per il resto nel frattempo dall’ultimo post è caduto il governo Berlusconi, un brindisi e un abbraccio a tutti.

“…e soprattutto guardare un film muto 
e provare ad alzare il volume 
ed accorgersi che questo silenzio 
non potrà mai finire…”

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Ma che colore ha una giornata uggiosa

* [Foto di Domenico Formichella]

Combattuta tra la tentazione di rimanere tutto il giorno sul divano con il nuovo plaid di pail

ed un’evasione in grande stile.

[Sogno il mio paese infine dignitoso,

con un fiume con i pesci vivi a un’ora dalla casa]

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Tutta colpa del bifidus

Mi metto al volante di rientro dal lavoro. Mi ero dimenticata di togliere la radio, come fa sempre la mamma, e la musica parte subito.

Avrei voglia di un pezzo così.. di uno di quelli giusti, e inizio a fare zapping, mentre quel fenomeno davanti a me inchioda, così che manca poco lo tamponi. Sai che menata! Quanti punti mi leverebbero dalla patente? E quanti ne ho? A settembre mi scade l’assicurazione, devo farmi dare l’attestato di rischio. Prendo nota.

Guarda quella che gambe secche! Ma neanche se perdo 10 chili entro in quei fuseaux. E il bianco ingrossa. Dovrei assumere regolarmente il bifidus actiregularis della Marcuzzi e di tutte le sue amiche stitiche. Che poi li ho assaggiati quei benedetti yogurt e mi sembrano terribili! Yogurt alle fibre. Prendo nota, nella lista della spesa: nutella! E carta igienica, finita. Pane. Non ti scordare le pasticche per la lavastoviglie.

“Ti porterò nei posti dove c’è del buon vino  E FESTA FESTA FINO AL MATTINO” ecco finalmente della musica che mi fa zompettare “LACIO DROOOOOOOM”. All’epoca universitaria andammo tutti noi amici ad una festa del vino, e finimmo la serata completamente da strizzare a rotolarci in un prato in discesa, a due a due tenendoci per le mani, cantando a squarciagola questa canzone. La maglietta che indossavo quella sera non è mai tornata pulita. Bei tempi. Prendo nota: stasera far partire la lavatrice del bianco, stirare. Ci sarà qualcosa di buono in televisione?

All’incrocio svolto a destra, “Sirena con due occhi grandi come la fame/Balla balla e poi lasciami qui/Uh ih uh ih lacio droooom”, lascia attraversare il labrador, più bello di quello della pubblicità della carta igienica, quando ero piccola il cane della pubblicità prendeva il volo con insieme a tantissimi palloncini colorati. O forse era il rotolo che volava via? O forse era…..

STOP. Lo stream of consciousness si blocca all’improvviso.

Alla radio c’è la voce di uno che sembra stia dicendo messa, ma  PRONUNCIA SOLO NUMERI. Alzo il volume. E, si, è lei.

Lei che trovi sempre anche quando non la cerchi mai, lei che puoi sentire anche in Appennino in piena galleria, che riecheggia nei termosifoni di mezza Roma, lei che ti segue anche all’inferno: Radio Maria.

Ma che è? L’estrazione dei numeri dell’enalotto? Macchè! Stanno dando tutti gli estremi bancari ed i codici postali e i numeri di conto sui quali puoi fare versamento, per “aiutare la Madonna ad aiutarti”. Puoi farlo anche dall’estero, c’è RadioMariaNewYork, c’è RadioMariaCanada. Potrebbe bastare. E invece esplode la chicca: fai una donazione da internet, cerca sul sito il PIOBOX.

Piobox

Piobox

Ecco, ora posso spengere la radio.

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Basta poco, credo

Serve molto, basta poco.

 

Le mie parole sono sassi 
precisi aguzzi pronti da scagliare 
su facce vulnerabili e indifese 
sono nuvole sospese 
gonfie di sottointesi 
che accendono negli occhi infinite attese

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