Archivi del mese: luglio 2011

Tutta colpa del bifidus

Mi metto al volante di rientro dal lavoro. Mi ero dimenticata di togliere la radio, come fa sempre la mamma, e la musica parte subito.

Avrei voglia di un pezzo così.. di uno di quelli giusti, e inizio a fare zapping, mentre quel fenomeno davanti a me inchioda, così che manca poco lo tamponi. Sai che menata! Quanti punti mi leverebbero dalla patente? E quanti ne ho? A settembre mi scade l’assicurazione, devo farmi dare l’attestato di rischio. Prendo nota.

Guarda quella che gambe secche! Ma neanche se perdo 10 chili entro in quei fuseaux. E il bianco ingrossa. Dovrei assumere regolarmente il bifidus actiregularis della Marcuzzi e di tutte le sue amiche stitiche. Che poi li ho assaggiati quei benedetti yogurt e mi sembrano terribili! Yogurt alle fibre. Prendo nota, nella lista della spesa: nutella! E carta igienica, finita. Pane. Non ti scordare le pasticche per la lavastoviglie.

“Ti porterò nei posti dove c’è del buon vino  E FESTA FESTA FINO AL MATTINO” ecco finalmente della musica che mi fa zompettare “LACIO DROOOOOOOM”. All’epoca universitaria andammo tutti noi amici ad una festa del vino, e finimmo la serata completamente da strizzare a rotolarci in un prato in discesa, a due a due tenendoci per le mani, cantando a squarciagola questa canzone. La maglietta che indossavo quella sera non è mai tornata pulita. Bei tempi. Prendo nota: stasera far partire la lavatrice del bianco, stirare. Ci sarà qualcosa di buono in televisione?

All’incrocio svolto a destra, “Sirena con due occhi grandi come la fame/Balla balla e poi lasciami qui/Uh ih uh ih lacio droooom”, lascia attraversare il labrador, più bello di quello della pubblicità della carta igienica, quando ero piccola il cane della pubblicità prendeva il volo con insieme a tantissimi palloncini colorati. O forse era il rotolo che volava via? O forse era…..

STOP. Lo stream of consciousness si blocca all’improvviso.

Alla radio c’è la voce di uno che sembra stia dicendo messa, ma  PRONUNCIA SOLO NUMERI. Alzo il volume. E, si, è lei.

Lei che trovi sempre anche quando non la cerchi mai, lei che puoi sentire anche in Appennino in piena galleria, che riecheggia nei termosifoni di mezza Roma, lei che ti segue anche all’inferno: Radio Maria.

Ma che è? L’estrazione dei numeri dell’enalotto? Macchè! Stanno dando tutti gli estremi bancari ed i codici postali e i numeri di conto sui quali puoi fare versamento, per “aiutare la Madonna ad aiutarti”. Puoi farlo anche dall’estero, c’è RadioMariaNewYork, c’è RadioMariaCanada. Potrebbe bastare. E invece esplode la chicca: fai una donazione da internet, cerca sul sito il PIOBOX.

Piobox

Piobox

Ecco, ora posso spengere la radio.

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A volte bastano un paio di mutande nuove..

..per  sentirsi un po’ tipo Julia Robert in Pretty Woman

“e mi riprendo i sogni le speranze le illusioni tutto quel che sai di me 
e mi riprendo questo amore in tutte le versioni e ricomincio a vivere”

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Basta poco, credo

Serve molto, basta poco.

 

Le mie parole sono sassi 
precisi aguzzi pronti da scagliare 
su facce vulnerabili e indifese 
sono nuvole sospese 
gonfie di sottointesi 
che accendono negli occhi infinite attese

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“Posso ungerti la maglietta con la sola imposizione delle mani”

Questa mattina stavo guardando un programma retrò su Rai Storia.

Parte un servizio, intervistano un tipo che a una prima occhiata pare il gemello del dottor Cox di Scrubs.

Ha l’aria da santone, quel che da psicopatico..

Ma la cosa che mi lascia allibita è che, con assoluta tranquillità, afferma di poter piegare cucchiani senza usare la forza, accelerare o rallentare le lancette dell’orologio, fare le foto con l’obiettivo tappato.

Naturalmente ciò che mi lascia allibita non è tanto Oronzo, quanto la totale convinzione degli intervistatori che qualcosa di paranormale stia avvenendo proprio davanti ai loro occhi. Cioè: quasi quasi ti convinci anche te non per le dimostrazioni parapsicologiche, ma per il completo abbandono morale di chi sta con lui. Quindi quasi quasi ci credo.

Mi documento un po’ e scopro che il tizio ha un sito e una pagina su wikipedia.

Mirabile figuraccia, portata in Italia da Piero Angela nel suo “Viaggio nel mondo del paranormale” è quella per cui Oronzo sosteneva di riuscire a “proiettare” la sua immagine sulla pellicola con l’obiettivo chiuso dal tappo.. ..durante una dimostrazione gli fu consegnato un apparecchio dotato (ahimè) di grandangolo e fu chiaro che approfittando di un momento di confusione generale, aveva: preso la macchina-tolto il tappo-scattato la foto-inquadrato i suoi pollicioni traditori!

Nel lavoro di preparazione di una puntata del celebre programma americano The Tonight Show di Johnny Carson, a cui Uri Geller era invitato, Randi (famoso prestigiatore e scettico) ha fatto da consulente allo scopo di impedire che questi attuasse dei trucchi. Come risultato Geller non è stato in grado di portare a buon fine nessuno dei suoi numeri paranormali, giustificandosi dicendo che la pressione psicologica da parte del conduttore, nonché il suo atteggiamento scettico, avevano un influsso negativo sui suoi poteri. [Piero Angela, Viaggio nel mondo del paranormale, 1a ed., Milano, Garzanti, maggio 1978]

<<Una spiegazione per dei trucchi usati da Uri Geller si trova nel testo Confessions of a Psychic, scritto dal recentemente scomparso Martin Gardner usando lo pseudonimo di Uriah Fuller. Libro godibilissimo, da poco disponibile anche in italiano grazie al CICAP.>> [Cit. Bufole & Co]

 

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Ho due chiavi per la stessa porta, per aprire il coraggio e la paura

Buona giornata a tutti

 

[Lorenzo Jovanotti – La notte dei desideri]

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Molto forte, incredibilmente vicino

Autore: Jonathan Safran Foer

Edizione: Guanda

Prezzo: 10,00€

Il titolo mi incuriosisce e allora lo prendo. Molto promettente e incredibilmente pubblicizzato alla Feltrinelli.

Poche pagine per rendermi conto che non è il genere che fa per me. E’ come “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”: molto lungo, incredibilmente inconcludente.

Il protagonista Oskar Schell è affetto da una forma di autismo che si acutizza dopo la morte del padre, a seguito dell’attentato alle torri gemelle. Il romanzo – che vuol apparire molto forte – è in realtà increbilmente cretino. Almeno che non siate in piena crisi da mestruazioni, con sbalzi ormonali che vi fanno piangere al muovere di foglia.

Bocciato. Unico merito quello di farti ripensare all’attentato del 2011: chi è stato a New York non può che sentirsi incredibilmente piccino davanti agli immensi buchi lasciati dalle torri. E le immagini della gente che si gettava dai piani alti è – forse – l’unica sensazione DAVVERO forte.

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